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Raffini: “Il centro storico vivo è un patrimonio per tutta la città. Siamo sulla giusta strada”

Centro storico, nuove aperture, commercio, collaborazione con le associazioni. Intervista con l’assessore Pierangelo Raffini

Assessore Raffini, anche a Imola è di grande attualità il tema del centro storico cittadino da riqualificare e valorizzare come “centro commerciale naturale”. Di cosa parliamo e cosa significa esattamente per la città?

Ci riferiamo ai tratti distintivi di moltissimi centri storici, con caratteristiche e particolarità che rendono uniche nella loro bellezza tante città italiane. Anche in Emilia-Romagna il centro storico, cuore della comunità, è quasi ovunque caratterizzato da borghi, portici, vie di transito e passeggio dove insistono numerose attività commerciali, artigianali, esercizi pubblici e servizi. Imola è un centro commerciale naturale per storia – come luogo di attività commerciali di assoluta importanza – e per costituzione, in virtù della sua pianta romana. Come amministrazione comunale siamo impegnati oggi per rendere il nostro centro storico sempre più vivibile, accogliente, sede di attività commerciali e di servizi. Non possiamo ignorare le realtà dei grandi centri commerciali né la crescente importanza dell’e-commerce, ma è nella natura delle persone socializzare, vivere la propria città direttamente, riscoprirne le bellezze. Un centro storico vivo e sicuro è un patrimonio per l’intera città e motivo d’orgoglio per tutti gli imolesi.

In questo contesto, la riorganizzazione del mercato ambulante come “elemento trainante dell’economia del centro storico” è solo l’ultima, in ordine di tempo, delle misure prese dall’amministrazione comunale…  

La riorganizzazione del mercato ambulante, nelle sue sedi di Piazza Matteotti, Piazza Gramsci e via Rivalta, è stata un’azione sentita e doverosa. Frutto di una forte collaborazione con ANVA e FIVA, giusto riconoscimento per l’importanza che i tre mercati rivestono per l’economia del centro storico e per l’impegno profuso dagli imprenditori. Non abbiamo soppresso alcun posto di lavoro, ma dopo 11 anni reso il mercato più fruibile e funzionale. La pandemia e l’età avanzata di alcuni ambulanti avevano creato vuoti e disomogeneità che avrebbero potuto disincentivare la presenza degli imolesi. Ora abbiamo dato vita a un processo di riorganizzazione che garantisce tutti i posti al coperto. Occorre visione strategica: il cuore della città deve essere popolato e centro d’interesse. La riorganizzazione del mercato è un asset importante per risaltare il protagonismo del centro storico.  

Quali altre iniziative avete in programma?

È stata nominata la nuova commissione per il decoro del centro storico, intendiamo incentivare l’apertura di altre attività eno-gastronomiche così come, invece, disincentivare la presenza di negozi sfitti o non utilizzati. Siamo inoltre contrari ad attività che porterebbero solo il depauperamento del centro storico o potrebbero favorirne il degrado. Fortunatamente i segnali incoraggianti ci sono: ad esempio, hanno aperto recentemente nuovi locali per giovani, ma anche luoghi di ritrovo per adulti e famiglie.

Proprio sul sito “imola centro storico” abbiamo dato la parola a numerosi nuovi imprenditori che hanno aperto in questi mesi nel cuore cittadino. L’amore per Imola e il coraggio di fare impresa i tratti distintivi di tutti. Un “patrimonio” importante su cui fare leva per il futuro?

Con il sindaco Panieri abbiamo preso l’abitudine di portare il saluto e l’augurio dell’amministrazione comunale a tutte le nuove imprese che aprono. Nel centro storico il tour è stato ampio e interessante. L’idea è anche quella di richiamare l’attenzione sugli aspetti positivi che caratterizzano la vita di una città. Nel nostro centro storico la possibilità di fare impresa, di mettersi in gioco esiste, è concreta e sostenuta dalle istituzioni. Abbiamo visto il coraggio di investire unito all’amore per la città di questi nuovi imprenditori. Si tratta di sostenerli e agevolarli favorendo la vivibilità, il decoro, la manutenzione, la creazione di servizi, la ristrutturazione e la riorganizzazione di sedi ed edifici.

La ripresa economica c’è davvero a Imola o si è ancora in una situazione di difficoltà?

Siamo in cammino, in una fase di start up. Ci troviamo di fronte a molte richieste di aperture di attività, stiamo lavorando anche sugli ex circoli, la gente ha voglia di stare fuori. Noi dobbiamo offrire flessibilità e opportunità agli imprenditori che hanno resistito e a quelli che intendono cominciare adesso: per questo abbiamo promosso gli incentivi legati alla Tari e confermata la gratuità per i dehors in centro storico fino al 31 dicembre prossimo, al di là di quella che sarà la decisione del Governo dopo il 31 luglio. Stiamo quindi predisponendo, attraverso la commissione decoro, nuove norme che faciliteranno anche economicamente l’apertura dei cantieri per le ristrutturazioni di abitazioni e locali. Vogliamo riportare la gente a vivere e a lavorare in centro così come trasferiremo in un unico grande edificio i servizi comunali legati a urbanistica, mobilità, commercio, anche per rendere più agevoli le procedure e le pratiche per i cittadini.

Dal “Tavolo delle imprese” alla recente collaborazione, relativa alla riorganizzazione del mercato, con le associazioni quali ANVA e FIVA: a Imola sembra esserci una forte tensione verso un’azione condivisa…

La necessità di “fare sistema” è sentita da tempo. Il centro storico è un “bene” per la città, per le associazioni, per i cittadini, per tutti. Per questo l’amministrazione comunale ha intrapreso il percorso di un dialogo serrato e costante con l’insieme delle associazioni. Ci si confronta sulle idee e sui progetti, ciascuno porta il suo importante contributo. L’impegno di rilanciare la città, dopo il periodo di stasi e di commissariamento, ci accomuna. L’amministrazione ha la responsabilità di essere hub e lanciare sfide per il futuro della città, cabina di regia che controlla e indirizza i progetti. Ma è l’unione che fa la forza. Non solamente in termini di risorse economiche, ma anche umane e di creatività, di cui c’è davvero un grande bisogno. Coinvolgimento e partecipazione sono la giusta strada”.

ultima modifica 06/07/2021 11:50