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Nuovo Museo Archeologico, partiti i lavori. L'assessore Gambi racconta come sarà

L'apertura è prevista nel 2022. Gli interventi in San Domenico con un finanziamento di oltre 1.5 milioni di euro. Sarà visibile un'area di scavo con mosaici romani
Nuovo Museo Archeologico, partiti i lavori. L'assessore Gambi racconta come sarà

Inaugurazione lavori Museo Archeologico San Domenico

I lavori sono partiti: entro l’autunno 2022, a Imola nascerà il nuovo Museo Archeologico nel complesso conventuale di San Domenico. Assessore Gambi, cosa potranno ammirare gli appassionati e i visitatori quando aprirà?

Da ormai 35 anni - quando è stato chiuso il Museo Archeologico esistente a Imola - la sfida è mettere a disposizione della comunità il cospicuo patrimonio archeologico, nel frattempo arricchitosi, frutto anche di scavi avvenuti nei decenni scorsi, che non può rimanere solo all'interno di un deposito.

L'obiettivo era creare all’interno del Museo di San Domenico, uno dei riferimenti storico-culturali più prestigiosi della città, un terzo percorso di visita, che si accompagni agli altri due: le Collezioni d’Arte della Città e la Collezione di Scienze naturali Giuseppe Scarabelli.

Il nuovo Museo Archeologico sarà realizzato grazie alla ristrutturazione del primo chiostro del convento di San Domenico, un gioiello rinascimentale che verrà recuperato architettonicamente. Verrà inoltre resa parte integrante del museo anche l’area dello scavo a vista, che costituirà un elemento centrale della visita. Si tratta di uno scavo, in parte indagato una ventina di anni fa, portato a termine dalla Soprintendenza in anticipo sulla apertura del cantiere, con la direzione scientifica della dott. Valentina Manzelli. Qui sarà possibile ammirare tre ambienti pavimentati a mosaico relativi ad una ricca domus romana risalente al I secolo a.C. e i resti di una officina quattrocentesca, destinata alla fusione delle campane della chiesa di San Nicolò e Domenico. Il pubblico potrà visitare l’area percorrendo passerelle sopraelevate e accompagnato da un video multimediale che racconterà gli oltre 2.000 anni di storia che si sono svolti in questo luogo.

Oltre al chiostro il cantiere interesserà diversi ambienti del convento domenicano con l’obiettivo di realizzare la prima parte del percorso del nuovo Museo Archeologico. Questo sarà accessibile dal primo piano del museo esistente, in continuità con il Museo Giuseppe Scarabelli e si svilupperà al secondo piano attraverso la cosiddetta mansarda e il granaio, per poi scendere al piano interrato con la zona dello scavo a vista.

Come si è arrivati a questo traguardo?

Cinque anni fa abbiamo infatti partecipato al bando regionale con finanziamenti europei per progetti di qualificazione dei beni ambientali e culturali del territorio regionale che ci ha permesso di procedere a una complessa fase progettuale e poi all'avvio dei lavori architettonici, subito dopo Pasqua. L’intero importo del progetto, comprese le fasi progettuali, è di 1.540.000 euro, di cui 600mila finanziati dalla Regione con il contributo europeo e 940mila finanziati dal Comune di Imola. A questi si aggiungono i 130mila euro che la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola ha messo a disposizione dei Musei Civici per importanti lavori di manutenzione conservativa sul patrimonio del nuovo Museo archeologico.

Il gioco di squadra è stato quanto mai fondamentale, a cominciare dalla direttrice dei Musei civici Claudia Pedrini, dall’archeologa Laura Mazzini e da tutto il personale dei musei, dalla regione Emilia Romagna, che si è attivata nell’ambito dei progetti finanziati dalla Ue, dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Bologna, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola e da Area Blu.

Si sta anche ragionando sulle future fasi dei lavori: che cosa riguarderanno?

Questo è da considerarsi un primo lotto di lavori nell’ambito del progetto complessivo sul nuovo Museo archeologico che avrà una durata poliennale. Saranno necessarie, infatti, nuove risorse per progettare la seconda fase di lavori che riguarderà l’allestimento della prima sezione dedicata alla preistoria e protostoria del territorio imolese, da collocarsi negli ambienti oggetto del presente intervento architettonico (la cosiddetta mansarda e il granaio).

Una terza fase potrà poi essere dedicata al definitivo completamento del primo chiostro, con gli intonaci e il restauro delle lunette affrescate con la storia dell'ordine Domenicano.

Andranno inoltre completati gli interventi su altri ambienti del piano terra, prossimi all’area dello scavo e garantito il collegamento con il sotterraneo del convento, ove, in futuro, si intende proseguire con l’esposizione dei reperti archeologici relativi alla fase romana e medievale.

Imola e il suo cuore cittadino, oltre che centro commerciale naturale, rappresentano un valore culturale di grande importanza e rilievo. Come si intende promuoverlo e quali i programmi futuri dell’amministrazione?

Il centro storico è il cuore della città e stiamo organizzando iniziative per maggio e giugno di valorizzazione del suo patrimonio culturale: nelle domeniche di maggio, nel contesto delle iniziative legate a Caterina Sforza che si terranno in Rocca, valorizzeremo l'architettura civile e religiosa dell'Imola a cavallo tra 1400 e 1500; a giugno con Naturalmente Imola apriremo chiostri e giardini del centro storico in una contaminazione con le gallerie d'arte cittadine; in autunno, in occasione della mostra in BIM legata a Dante e all'Imola nel 1300, stiamo immaginando diverse iniziative da tenersi in centro; infine, sarà il centro  il protagonista di Imola in Musica, il primo week end di settembre.

Più in generale coi lavori al Palazzo Comunale appena partiti vogliamo valorizzare il cuore di Imola, il suo palazzo comunale con l'Orologio, simbolo della nostra città. Stiamo inoltre predisponendo delle "piazzole attrezzate" sul cardo e decumano per permettere di fare musica a chi prenoti lo spazio.

ultima modifica 22/04/2021 16:10