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Piazza Gramsci

già Piazza delle erbe

Adiacente alla piazza Matteotti e alla piazzetta caduti della Libertà, faceva anch’essa parte dell’impianto urbanistico della città romana. Attualmente, assieme a piazza Matteotti, è sede del mercato.

Il sottosuolo di piazza Gramsci ha restituito in passato tracce importanti di un’edificazione romana. Nel medioevo la piazza era di proprietà dei conventi di San Bernardo e San Paolo ed era uno spazio irregolare, destinato dal 1300 alla preparazione e vendita della carne.

Qui erano le beccherie e il macello; probabilmente nella piazza erano anche i banchi di vendita che solo nel 1526 vennero alloggiati in una mercato edificato e coperto detto “il porticaccio” dove trovarono posto anche i banchi di altri commercianti.

Tra i secoli XVIII e XIX, la piazza accentrò altre funzioni commerciali tradizionalmente di altri luoghi urbani diventando sede del mercato delle erbe e del mercato del pesce. Nel corso del XIX secolo, la macellazione delle carni venne definitivamente spostata fuori dal centro storico e si riqualificò l’area, rispettandone la vocazione mercantile: il cantiere ebbe inizio nel 1864 e tra interruzioni, rallentamenti e ripensamenti, rimase attivo almeno fino al 1940, portando la piazza all’attuale assetto.